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Cause condominiali al giudice di pace? Sì, ma soltanto dal 2025

Cause condominiali al giudice di pace? Sì, ma soltanto dal 2025

Le controversie legali in ambito condominiale diventano appannaggio dei giudici di pace? Sì, ma non prima di 8 anni. È quanto stabilisce il decreto legislativo 13 luglio 2017, numero 116, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 31 luglio. Il provvedimento, con il quale, al termine di un lungo e complesso iter, è stata approvata la “riforma organica della magistratura onoraria”, fissa infatti al 31 ottobre 2025 la data a partire dalla quale le cause in materia di condomino negli edifici saranno gestite esclusivamente dagli uffici del Gdp.
In particolare, l’articolo 27 del decreto va ad incidere, tra gli altri, sull’articolo 7 del Codice di procedura civile, che viene modificato come segue: 
- Il giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a trentamila euro, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice. 
- Il giudice di pace è altresì competente per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti, purché il valore della controversia non superi cinquantamila euro. 
- È competente qualunque ne sia il valore: 
1) per le cause relative ad apposizione di termini; 
2) per le cause in materia di condominio negli edifici, come definite ai sensi dell’art. 71-quater delle disposizioni per l’attuazione del codice civile; 

Si ritarda, dunque, l’entrata in vigore di una misura che nei mesi scorsi aveva suscitato un forte dibattito, tra l’amministrazione condominiale e della proprietà immobiliare. Tra queste ultime, Confedilizia, che, per voce del presidente Giorgio Spaziani Testa, commenta con favore lo slittamento: “Si tratta di un risultato importante, dovuto anche all’azione di Confedilizia che, già in fase di legge delega, aveva espresso forti perplessità su tale attribuzione. E questo differimento, previsto, nel testo finale, solo per la materia condominiale, conferma che si trattava di perplessità fondate”. 

Secondo il numero uno di Confedilizia, infatti, “e controversie in materia di condominio sono spesso di grande rilevanza con riguardo sia ai diritti, anche di rango costituzionale, che ne sono oggetto, sia agli interessi economici coinvolti. Esse, inoltre, possono presentare - come rilevato anche dal Consiglio superiore della magistratura - grande complessità dal punto di vista giuridico: si consideri che negli ultimissimi anni le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sono intervenute ripetutamente in materia, a testimonianza della delicatezza e della complessità, sul piano tecnico-giuridico, delle questioni in discussione. Questo lasso di tempo consentirà, pertanto, di approfondire il problema al fine di trovare la soluzione più soddisfacente rispetto ai diversi interessi coinvolti, ad esempio attraverso un’assimilazione della materia condominiale a quella della comunione”.

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