• :
  • :
Quotidiano del condominio
Edilizia: messa in sicurezza e ristrutturazione degli immobili tengono a galla il settore

Edilizia: messa in sicurezza e ristrutturazione degli immobili tengono a galla il settore

Un settore che stenta a riprendersi, malgrado il peso delle riqualificazioni: unico segmento che pare in grado di trainare il comparto. È la sintesi dell’Osservatorio congiunturale Ance sull’industria delle costruzioni. Di seguito, i punti salienti del report.

NUOVE ABITAZIONI 
Anche per il 2017, la stima Ance per gli investimenti nella nuova edilizia residenziale è negativa e pari a -1,5% in termini reali rispetto al 2016. La contrazione in atto in questo segmento produttivo sottende un altrettanto significativo calo dei permessi di costruire. Sulla base dei dati Istat sull’attività edilizia, l’Ance ha stimato che nel 2015 si è raggiunto il punto di minimo, con circa 49.000 permessi, Scia e Dia ritirati per la costruzione di nuove abitazioni e ampliamenti. Per l’anno 2016, tenendo conto dei recenti dati trimestrali diffusi dall’Istat sui permessi di costruire, si stima un lieve recupero delle abitazioni concesse, con un numero pari a circa 52.000. Nonostante questo aumento, il livello continua ad essere il più basso dal 1935, escludendo gli anni del secondo conflitto mondiale. 
Complessivamente, confrontando il picco del 2005 (305.706), con la stima del 2016 (52.000), si evidenzia una caduta dell’83%. Un fattore che continua ad essere fortemente penalizzante per le imprese è la difficoltà di accesso al credito a medio-lungo termine. L’importo dei mutui erogati per il finanziamento degli investimenti in edilizia abitativa registra, nei primi tre mesi del 2017, un ulteriore calo tendenziale dello 0,4%, dopo la contrazione del 74% rilevata nel periodo 2007-2016.

LE RIQUALIFICAZIONI
Gli investimenti in riqualificazione del patrimonio abitativo confermano la dinamica positiva degli anni precedenti, giungendo a rappresentare il 37,7% del valore degli investimenti in costruzioni. Rispetto al 2016, per gli investimenti in tale comparto si stima una crescita dello 0,5% in termini reali. L’aumento stimato per l’anno in corso tiene conto della proroga, fino a dicembre 2017, del potenziamento al 50% della detrazione per le ristrutturazioni edilizie e della detrazione del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. 
La stima del 2017 non tiene inoltre conto degli effetti derivanti dal sisma-bonus ed eco-bonus per i condomini poiché, trattandosi di interventi complessi e globali, necessitano di maggior tempo per essere avviati e dunque impattare sui livelli produttivi.  A ciò si aggiunga che tali misure sono divenute pienamente operative solo nelle ultime settimane con l’emanazione del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per la cedibilità dei crediti fiscali. Tale atto, unito alle Linee Guida per la classificazione del rischio sismico degli edifici, consentirà l’avvio concreto delle prime iniziative. Pertanto, a partire dal prossimo anno si prefigurerà un’importante opportunità per la messa in sicurezza del patrimonio abitativo nonché per una riqualificazione diffusa sul territorio.

PREVISIONI PER IL 2018 
L’effetto delle misure contenute nelle Legge di Bilancio 2017 sui livelli produttivi del settore potrebbe essere rilevante, in caso di superamento delle criticità riscontrate negli ultimi mesi. In questo contesto la previsione dell’Ance per il 2018 è di un aumento dell’1,5% in termini reali degli investimenti in costruzioni su base annua. 
Dopo i modesti risultati del 2017, il prossimo anno potrà dunque rappresentare un punto di svolta per il settore delle costruzioni. Le misure per il rilancio degli investimenti territoriali, l’avvio del programma piano Casa Italia per la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare e del territorio, la ricostruzione del Centro Italia, uniti al rafforzamento degli incentivi fiscali per gli interventi di messa in sicurezza sismica, potranno manifestare i loro effetti sui livelli produttivi nel prossimo anno. Tuttavia, sebbene, nell’anno in corso siano state definite le modalità attuative di questi provvedimenti, permangono, soprattutto nel comparto pubblico, alcune difficoltà legate al processo realizzativo degli investimenti pubblici che continua ad essere lungo e farraginoso e rende difficile spendere le risorse disponibili. 
Alla luce di questi elementi è stato quantificato un investimento aggiuntivo totale di 1.640 milioni di euro, di cui 450 milioni di euro nel comparto abitativo (nuovo e recupero), di 50 milioni di euro nel non residenziale privato e di 1.140 milioni di euro nel comparto delle opere pubbliche. In questo scenario, nel dettaglio dei singoli comparti si osserverebbe una crescita del 4,0% rispetto al 2017 per gli investimenti in opere pubbliche, un ulteriore aumento dell’1,0% per gli interventi di manutenzione straordinaria sullo stock abitativo ed un incremento dello 0,7% per gli investimenti in costruzioni non residenziali private. Per gli investimenti in nuove abitazioni, nel 2018 si prefigura un’interruzione della caduta, con una crescita dei livelli produttivi dell’1,0% in termini reali su base annua. 
Su tale dinamica incide, certamente, il primo segno positivo registrato nei permessi di costruire relativi alle nuove abitazioni, che secondo l’Istat nel 2016 aumentano del 4,5% rispetto all’anno precedente, dopo i forti cali degli anni precedenti. 
Per rafforzare la ripresa del settore e dare un ulteriore sostegno al mercato edilizio innovativo, è necessario, inoltre, che venga prorogata la misura relativa alla detrazione del 50% dell’IVA per l’acquisto di case in classe energetica A o B, introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 ed in scadenza il prossimo 31 dicembre. 
Analogamente, per innescare una profonda riqualificazione del patrimonio immobiliare, volta, in particolare, alla sicurezza e stabilità degli edifici, è opportuno estendere alle zone a rischio sismico 2 e 3 la detrazione Irpef 75%-85% del prezzo di vendita (fino ad un massimo di 96.000 euro) per l’acquisto di case antisismiche, derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica. Unitamente a ciò è opportuno introdurre l’applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastali in misura fissa (pari a 200 euro ciascuna) all’acquisto dalle imprese edili di immobili da riqualificare. Infine, è necessaria la messa a regime della detrazione Irpef per il recupero edilizio, nell’attuale modalità “potenziata” e della detrazione per interventi di riqualificazione energetica eseguiti su edifici esistenti in vigore fino al 31 dicembre 2017.

MERCATO IMMOBILIARE 
Continua il trend positivo del mercato immobiliare residenziale Il 2016 ha confermato le aspettative di aumento delle compravendite, che si sono attestate, secondo i nuovi dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate a circa 516mila abitazioni, in ulteriore e significativo aumento del 18,4% rispetto all’anno precedente. Il 2016 rappresenta, pertanto, il terzo anno consecutivo di crescita delle compravendite residenziali, riportandosi ai livelli di poco inferiori a quelli del 2011 (581.446). Complessivamente, dal 2014, anno di inizio della ripresa del mercato immobiliare residenziale, il numero di abitazioni compravendute è aumentato del 32,5%. Anche i dati relativi al primo trimestre 2017 confermano tale dinamica, con un aumento del numero di abitazioni compravendute dell’8,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La previsione formulata dall’Ance per l’anno in corso è di circa 550mila compravendite di abitazioni, in ulteriore aumento rispetto all’anno precedente.
L’aumento registrato nel primo trimestre 2017 (+8,6%) coinvolge sia i comuni capoluogo che i comuni non capoluogo ed è esteso a tutte le aree geografiche. In generale, il buon andamento del mercato immobiliare residenziale continua ad essere sostenuto, oltre che dai bassi tassi di interesse, anche dalla disponibilità del settore bancario a concedere i finanziamenti. Secondo i dati di Banca d’Italia, nel 2016 i mutui erogati per l’acquisto di un’abitazione registrano un ulteriore e significativo aumento tendenziale del 20,6%. Anche i dati riferiti al primo trimestre 2017 indicano un incremento dell’11,5%.
Una riprova dell’importante ruolo del credito nell’immobiliare è l’aumentata incidenza delle compravendite finanziate con mutuo. Nel 2016, le compravendite di abitazioni realizzate avvalendosi di un mutuo, secondo l’Agenzia delle Entrate, sono aumentate del 27,3% rispetto al 2015. Contestualmente la quota di abitazioni acquistate con il ricorso al mutuo ipotecario è salita dal 45,5% del 2015 al 48,5% del 2016. Il calo dei prezzi 
La ripresa del mercato immobiliare è certamente influenzata dalla sensibile riduzione dei prezzi delle abitazioni. Secondo i dati Istat, l’indice dei prezzi delle abitazioni, tra il primo trimestre 2010 ed lo stesso trimestre del 2017 registra un calo del 14,4%, sintesi di una significativa flessione del 19,7% di quelle esistenti e di un calo più contenuto dell’1,6% dei valori di scambio delle nuove abitazioni.

Tutti gli articoli > Tutti gli articoli >

Il Quotidiano del Condominio
Edilizia: messa in sicurezza e ristrutturazione degli immobili tengono a galla il settore

Il Quotidiano del Condominio

Il Quotidiano del Condominio

Giornale di informazione condominiale.

Inserisci il tuo commento

Titolo
Commento rilasciato da
Email
Commento
Valutazione

Autorizzo al trattamento dei dati personali secondo il Disposto di Legge 196/2003 per essere contattato e ricevere le informazioni da me richieste con la compilazione di questo modulo. Tutela della privacy

CAPTCHA Image
[ Cambia codice ]

Per poter inviare il messaggio inserisci qui il codice di sicurezza
Nome e Cognome
Email
Telefono
Paese
Messaggio

Autorizzo al trattamento dei dati personali secondo il Disposto di Legge 196/2003 per essere contattato e ricevere le informazioni da me richieste con la compilazione di questo modulo. Tutela della privacy

CAPTCHA Image
[ Cambia codice ]

Per poter inviare il messaggio inserisci qui il codice di sicurezza