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Lavori in edilizia libera: ora l’aggiornamento catastale è a carico di chi li esegue

Lavori in edilizia libera: ora l’aggiornamento catastale è a carico di chi li esegue


Nella legge annuale per il mercato e la concorrenza che mercoledì 2 agosto ha visto finalmente il via libera definitivo con il voto di fiducia espresso dal Senato si tratta anche di catasto. Nello specifico, ai commi 172 e 173, che recano disposizioni inerenti agli obblighi di aggiornamento catastale in riferimento a interventi edilizi effettuati senza alcun titolo abilitativo, definiti come attività di edilizia libera. 

IL COMMA 172
In particolare, il comma 172 dispone che in tali casi gli atti di aggiornamento catastale siano presentati direttamente dall’interessato all’Agenzia delle entrate territoriale, e prevede la sostituzione del comma 5 dell’articolo 6 del Testo unico in materia edilizia.
Nella relazione a corredo del provvedimento, si ricorda che il comma 5 dell’art. 6 del D.P.R. n. 380 del 2001 (Testo unico in materia edilizia), soppresso dall’art. 3, comma 1, lett. b), n. 4), del D.Lgs. 25 novembre 2016, n. 222 (cd. Scia 2), esonerava, con riferimento agli interventi edilizi elencati al comma 2 dell’art. 6, eseguibili previa comunicazione di inizio dei lavori (CIL) al comune competente, laddove integrata con la comunicazione di fine dei lavori, il soggetto interessato dall’obbligo di provvedere direttamente alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale, ponendo in capo all’amministrazione comunale il compito di provvedere al tempestivo inoltro della CIL all’Agenzia delle entrate. 
Gli interventi edilizi di cui comma 2 dell’art. 6 del T.U. edilizia comprendevano: 
a) gli interventi di manutenzione straordinaria; 
b) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni; 
c) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni; 
d) i pannelli solari e fotovoltaici, a servizio degli edifici; 
e) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici; 
e-bis) le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa, non riguardanti le parti strutturali, ovvero le modifiche della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa. 
Ora - come puntualizza la relazione accompagnatoria - considerato che il richiamato comma 5 dell’art. 6 del D.P.R. 380/01 (che viene sostituito dal comma 173, vedi paragrafo successivo), risulta essere stato abrogato, “andrebbe valutata l’opportunità di formulare la novella in termini di introduzione di un nuovo comma in luogo della sostituzione del predetto comma 5”.
Ad ogni buon conto, le disposizioni contenute nel nuovo comma 5 dell’art. 6 del T.U. edilizia introdotte dal comma in esame, prevedono - per gli interventi elencati dal medesimo articolo 6 (cioè per interventi eseguiti senza alcun titolo abilitativo, definiti come attività di edilizia libera) - la presentazione da parte dell’interessato, nei casi previsti dalle vigenti disposizioni, degli atti di aggiornamento catastale agli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio, entro trenta giorni dal momento in cui le mutazioni nello stato dei beni delle unità immobiliari si sono verificate, ai sensi dell’articolo 34-quinquies, comma 2, lettera b), del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4. 
Si ricorda che l’articolo 34-quinquies del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4 detta disposizioni per la presentazione in via telematica ai comuni di denunce di inizio attività, di domande per il rilascio di permessi di costruire e di ogni altro atto di assenso comunque denominato in materia di attività edilizia. Il modello unico previsto comprende anche le informazioni necessarie per le dichiarazioni di variazione catastale e di nuova costruzione da redigere in conformità a quanto disposto dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, che pervengano all’Agenzia del territorio ai fini delle attività di censimento catastale. 
Il comma 2, lettera b), dell’art. 34-quinquies prevede in particolare che le dichiarazioni relative alle mutazioni nello stato dei beni delle unità immobiliari già censite siano presentate agli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio entro trenta giorni dal momento in cui esse si sono verificate.

IL COMMA 173
Il comma 173 reca disposizioni transitorie volte a disciplinare l’aggiornamento degli atti catastali per gli interventi edilizi già attivati alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame. In particolare, la norma dispone che - in caso di interventi edilizi già attivati prima della entrata in vigore della legge, richiamati all’articolo 6, comma 5, del D.P.R 380/2001 nel testo vigente prima della data di entrata in vigore del provvedimento in esame - cioè per gli interventi per cui è l’amministrazione comunale a dover inoltrare la comunicazione di inizio lavori all’erario, il possessore dell’immobile provveda, ove necessario, agli atti di aggiornamento catastale secondo le procedure ordinarie previste dal regolamento recante norme per l’automazione delle procedure di aggiornamento degli archivi catastali e delle conservatorie dei registri immobiliari, di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge. 
Il comma 173 prevede altresì che, nel caso di omissione di tale adempimento, trovano applicazione le disposizioni della legge finanziaria 2005 (articolo 1, comma 336, della legge 30 dicembre 2004, n. 311) le quali, in caso di mancata ottemperanza all’obbligo di aggiornamento catastale, consentono agli uffici locali dell’Agenzia del territorio di iscrivere - con oneri a carico dell’interessato - in catasto l’immobile non accatastato, ovvero verificare il classamento delle unità immobiliari segnalate, notificando le risultanze del classamento e la relativa rendita. In tal caso, si applicano le sanzioni previste per le violazioni in materia di accatastamento, contenute nell’articolo 28 del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652.

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