Da Archimede a Leonardo da Vinci, fino ad Adriano Celentano, ecco i dieci aneddoti più sorprendenti e curiosi relativi al mondo degli ascensori:
• 1) 236 A.C.: l’anno in cui Archimede realizzò il primo montacarichi della storia, svelando che poteva essere molto utile soprattutto per svolgere al meglio le mansioni lavorative di tutti i giorni.
• 2) Il Libro dei Segreti: è la pubblicazione redatta dall’ingegnere Ibn Khalaf al-Muradi che parla degli ascensori in quanto strumenti utili a sollevare anche gli arieti per scopi militari o battaglieri.
• 3) La sedia volante: è il nome del sistema realizzato da Luigi XV nel XVII secolo per trasportare le proprie amanti all’interno delle sue stanze senza essere scoperto dalla corte dell’epoca.
• 4) Leonardo da Vinci: è il nome della persona che ha dato il via all’evoluzione dell’ascensore grazie al suo avveniristico sistema di azionamento a vite.
• 5) New York: è la città madre di tutti gli elevator, poiché ha accolto, rispettivamente nel 1857 e nel 1870, il primo ascensore a misura d’uomo e il primo elevator inserito in un edificio aziendale.
• 6) Germania: lo Stato europeo che ha lanciato i primi montacarichi elettrici, i quali, sin dal principio risultavano più veloci e performanti delle altre versioni presenti al ridosso del Novecento.
• 7) Reggia di Caserta: è il complesso che, grazie all’inventiva e alle competenze dell’architetto Gaetano Genovese, ha accolto il primo impianto di sollevamento 100% made in Italy.
• 8) The Elevator: in questo caso si parla di una serie televisiva americana che racconta le disavventure vissute da grandi e piccini a causa dell’ascensore presente all’interno del loro condominio.
• 9) L’Ascensore: è il titolo della canzone prodotta da Ambra Angiolini e anche di un’omonima creazione che porta la firma di un altro gigante della musica italiana come Adriano Celentano.
• 10) Chimborazo: si tratta della montagna più alta dell’Ecuador che, attraverso un tessuto ad hoc, è stata riprodotta in versione opera d’arte permanente sull’ascensore presente nell’atrio della sede di Park Avenue dell’America’s Society.