L’appuntamento con il ritorno dell’ora legale è per la notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo. Come al solito, alle 2 di notte le lancette andranno spostate di un’ora in avanti e si passerà direttamente alle 3. Si “perderà un’ora di riposo”, ma dall’indomani sembrerà di poter disporre di giornate più lunghe, perché l’alba e il tramonto avverranno un’ora più tardi.
Il primo giorno con l’ora legale il tramonto sarà alle 19.35. Un bel salto in avanti se si pensa che sabato 29 marzo, l’ultimo giorno con l’ora solare, il sole calerà alle 18.34. A fine aprile il tramonto avverrà alle 20,00, mentre a fine maggio alle 20,35 e a fine giugno addirittura le 20,48. Insomma, i pomeriggi saranno sempre più lunghi e la notte tarderà sempre più ad arrivare.
Sono numerosi i Paesi in cui si spostano le lancette dell’orologio in avanti di un’ora durante i mesi più caldi per estendere la luce del giorno nelle ore serali. Questo cambiamento avviene sempre alla fine di marzo o all’inizio di aprile. Il ritorno all’ora solare, spostando le lancette indietro di un’ora, è invece previsto alla fine di ottobre o all’inizio di novembre, anche se le date esatte possono variare da Paese a Paese.
Uno dei promotori più noti dell’introduzione dello scambio tra ora legale e ora solare fu Benjamin Franklin, che nel 1784 propose qualcosa di simile in un saggio satirico, suggerendo che le persone avrebbero potuto risparmiare candele svegliandosi più presto al mattino. L’idea non fu presa sul serio fino alla Prima Guerra Mondiale, quando la Germania e i suoi alleati introdussero l’ora legale nel 1916 per risparmiare carburante riducendo la necessità di illuminazione artificiale. Altri Paesi, compresi gli Stati Uniti e vari Stati europei, adottarono poi questa pratica per ragioni simili. L’obiettivo principale dell’ora legale è quello di sfruttare meglio la luce del giorno durante i mesi estivi, riducendo così il consumo di energia elettrica per l’illuminazione.
Secondo i dati, con il ritorno dell’ora legale, nei prossimi sette mesi in Italia saranno registrati impatti positivi per il sistema energetico dal punto di vista elettrico, ambientale ed economico. Dal 2004 al 2023, secondo l’analisi di Terna, il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di circa 11,3 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di circa 2,1 miliardi di euro. I benefici dell’ora legale riguardano anche l’ambiente: il minor consumo elettrico ha infatti consentito di evitare emissioni di CO2 in atmosfera per circa 180 mila tonnellate.
Tuttavia, l’efficacia dell’ora legale nel risparmiare energia è stata oggetto di un ampio dibattito, che non si è ancora concluso. Alcune ricerche suggeriscono che i risparmi energetici sono minimi. Inoltre, l’ora legale è stata criticata per i potenziali effetti negativi sulla salute, come l’alterazione dei ritmi circadiani delle persone.
A causa di queste osservazioni, alcuni Paesi hanno cessato di osservare l’ora legale, mentre altri continuano a farlo. L’Unione Europea, ad esempio, ha votato nel 2019 per abolire l’obbligo di cambiare l’ora legale a partire dal 2021, lasciando ai singoli stati membri la libertà di decidere se mantenere in modo permanente l’ora legale o l’ora solare. La decisione finale riguardo l’attuazione, dunque, può variare a seconda delle legislazioni nazionali.