Gli effetti del superbonus sul contrasto all’evasione fiscale. È questo uno dei temi che ha caratterizzato il confronto che si è svolto nel corso dell’interrogazione a risposta immediata dello scorso 19 marzo, presso la Commissione Finanze della Camera dei deputati.
Il quesito, posto dall’onorevole Fenu, era relativo all’“Impatto del superbonus edilizio sul contrasto all’evasione fiscale e contributiva nel settore delle costruzioni”. L’interrogante ha segnalato che i dati aggiornati del periodo 2016-2021, elaborati dopo la revisione dei Conti nazionali dell’Istat, mostrano una riduzione dell’incidenza delle componenti dell’economia sommersa sull’iva versata nell’anno 2021 dal settore delle costruzioni.
Nel confronto con il 2019 la riduzione è stata del 2,6 per cento, suddivisa come segue:
– 2,1 per cento per la riduzione del lavoro irregolare;
– 0,5 per cento con il recupero da sotto.dichiarazione.
Il settore delle costruzioni è quello che ha mostrato una più marcata riduzione dell’incidenza del lavoro irregolare e un incremento del gettito delle imposte dirette e dell’iva.
L’interrogante ha interpretato tali dati correlando l’introduzione dell’agevolazione edilizia alla riduzione dell’evasione fiscale.
Una correlazione che è difficile da stabilire, secondo quanto dichiarato dalla sottosegretaria di Stato per l’Economia e le Finanze, Lucia Albano, intervenuta per rispondere all’interrogazione.
Nella risposta la sottosegretaria ha infatti sottolineato che, dopo aver sentito gli Uffici competenti dell’amministrazione finanziaria, non è possibile un’analisi settoriale dell’andamento del tax gap, come precisato dal Dipartimento delle Finanze.
Viene infatti sottolineato: “I risultati positivi in termini di riduzione dell’economia sommersa e tax gap registrati nel 2021, come riportato anche nell’aggiornamento alla «Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva», pubblicato a dicembre 2023, sono da attribuire a diversi fattori di tipo strutturale.”
Tra tali fattori vengono citati:
– L’incremento dell’utilizzo dei pagamenti elettronici;
– Il periodo di ripresa dell’attività economica a seguito dell’emergenza coronavirus;
– Il consolidamento degli effetti dovuti alla fatturazione elettronica obbligatoria.
La sottosegretaria Albano ha chiarito che: “Alla luce delle informazioni a disposizione, è difficile attribuire a un singolo fattore la riduzione della dinamica osservata”.
Per determinare la correlazione saranno necessarie analisi econometriche in grado di valutare ex-post l’effetto del superbonus, tuttavia: “appare difficile giungere a una conclusione sufficientemente attendibile sulla relazione diretta tra la misura agevolati va in oggetto e il miglioramento della compliance”.
Sebbene appaia difficile individuare una correlazione, i dati presentati si riferiscono a un periodo circoscritto e a uno specifico settore. Sembrano quindi “riconoscibili” gli effetti del superbonus anche alla luce del fatto che gli altri fattori citati hanno mostrato effetti anche in periodi precedenti.
Nella parte finale della risposta la sottosegretaria Albano ha anche spiegato quali saranno le misure che il governo intende adottare per proseguire con l’impatto positivo e consolidare i risultati presentati. Al rafforzamento delle misure esistenti, l’Esecutivo intende infatti aggiungere un approccio collaborativo più stretto tra l’Amministrazione finanziaria e i contribuenti, in linea con quanto stabilito dalla riforma fiscale.
L’obiettivo è quello di aumentare la compliance volontaria e ridurne i relativi costi.